Lamberto Dini


Lamberto Dini (al centro) con William Cohen il 7/3/1997

Data di nascita: 1 marzo 1931
Luogo di nascita: Firenze
Data di morte:
Luogo di morte:
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Professione: economista, politico
Incarico: Presidente del Consiglio dei Ministri
Partito: Rinnovamento Italiano (1996), La Margherita (2002)
Coalizione: L'Ulivo, L'Unione
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Mandato: 17 gennaio 1995 - 17 maggio 1996
Predecessore: Silvio Berlusconi
Successore: Romano Prodi

Lamberto Dini (Firenze, 1 marzo 1931) è un economista ed uomo politico italiano.

È stato Direttore Generale della Banca d'Italia, Presidente del Consiglio dei Ministri nel periodo 17 gennaio 1995 - 17 maggio 1996 e Ministro degli Esteri dal 1996 al 2001

Indice

Biografia

Dopo gli studi di Economia a Firenze e all'Università del Minnesota e Michigan, Dini ottenne una carica al Fondo Monetario Internazionale nel 1959, dove intraprese un'abile carriera fino a diventare Direttore Esecutivo per l'Italia, Grecia, Portogallo e Malta dal 6 luglio 1976 al 31 ottobre 1980. Nell'ottobre del 1979 passò alla Banca d'Italia dove operò come Direttore Generale fino al maggio 1994. Quando il Governatore della Banca d'Italia, Carlo Azeglio Ciampi, fu chiamato a ricoprire la carica di Primo Ministro, nell'Aprile 1993, Dini era considerato favorito alla successione, ma riuscì a subentrare invece Antonio Fazio.

Nel 1995 forma il Governo Dini

Di orientamento politico liberale conservatore, incominciò la sua attività politica quando Silvio Berlusconi, il 10 maggio 1994, formò il suo primo Governo nel quale fu nominato Ministro del Tesoro. Ma il Governo venne sfiduciato il 17 gennaio 1995, quando la Lega Nord non ne appoggiò più l'operato. Si riuscì a trovare una maggioranza a sostegno di un Governo tecnico, di cui Dini fu designato presidente. Dopo un'iniziale titubanza, Silvio Berlusconi e la sua alleanza, si opposero duramente all'ex ministro, ma poté mantenere per tutto il mandato il sostegno di una maggioranza parlamentare di centrosinistra.

Riforma delle pensioni

Con la ricerca del consenso fra i partiti del centrosinistra e i sindacati, il Governo Dini riuscì nel difficile compito di emanare una riforma delle pensioni. La riforma Dini ha trasformato il sistema pensionistico italiano da sistema retributivo a sistema contributivo.

Nel 1996 diviene Ministro degli Esteri

Nell'Aprile 1996 si svolsero le elezioni politiche, Dini si presentò alle elezioni in alleanza con la coalizione di centrosinistra dell'Ulivo di Romano Prodi e con una lista personale, la Lista Dini (formata dal suo Rinnovamento Italiano, dai Socialisti Italiani e dal Patto Segni), che al proporzionale raggiunge il risultato del 4,3% (più di 1.600.000 voti) eleggendo 8 deputati, da aggiungersi agli eletti nei collegi uninominali. In Parlamento costituiscono il gruppo chiamato Rinnovamento italiano, con 26 deputati e 11 senatori.

Dini diviene Ministro degli Affari Esteri nei quattro successivi governi dell'Ulivo della XIII Legislatura.

Elezioni politiche del 2001 e sviluppi recenti

Rinnovamento Italiano confluisce nel progetto de La Margherita. Questa volta, nel Maggio 2001, l'Ulivo guidato da Francesco Rutelli viene sconfitto da Silvio Berlusconi. Dini viene eletto al Senato e in questa carica, da Febbraio 2002 a Luglio 2003, opera come delegato alla Convenzione di preparazione della bozza della Costituzione Europea.

Al termine delle elezioni politiche del 2006 riceve un nuovo mandato parlamentare tra le fila della Margherita.

Voci correlate


Predecessore: Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano Successore: Bandiera italiana
Silvio Berlusconi gennaio 1995 - maggio 1996 Romano Prodi
Predecessore: Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana Successore: Bandiera italiana
Susanna Agnelli 1996 - 2001 Giuliano Amato
Presidenti del Consiglio dei Ministri
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